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VANTAGGI SORPRENDENTI DELLA SEMINA ESTIVA

Terra e Vita n. 33-2023 del 02/11/2023

Nuovi cicli colturali permettono di ampliare le possibilità sia per la filiera dello zucchero sia per quella del biogas.

La versatilità dimostrata in campo dalla bieticoltura la proietta a pieno titolo nello scenario delle energie rinnovabili e dell’economia circolare, inserendola nell’elenco delle produzioni agricole elette, con doppia destinazione: food e no food. Temperature più elevate e tecniche agronomiche innovative rilanciano la coltivazione della barbabietola da zucchero. Da nord a sud, la coltivazione della barbabietola da zucchero si avvia verso nuovi sviluppi, nuove epoche di semina: le sperimentazioni condotte dalla SESVanderHave assicurano cicli colturali per 365 giorni l’anno. Comincia così l’era denominata “Beet 365”. SESVanderHave ha introdotto nuove varietà adatte alla semina estiva, che garantiscono un prodotto pronto per la raccolta già la primavera successiva, e che in base ai test effettuati con successo, ha tutte le caratteristiche – peso della radice e grado polarimetrico – per soddisfare le esigenze dell’industria saccarifera, oltre a offrire sottoprodotti preziosi (foglie, colletti e polpa) per la produzione di energia verde, biogas e biometano. Non solo semina primaverile La coltivazione della barbabietola da zucchero a semina primaverile è stata messa a dura prova dalle bizzarrie del meteo. Sfida che è stata accolta dalle aziende sementiere, da agricoltori e agromeccanici, nella convinzione che la bieticoltura non possa, e non debba, fermarsi al passato. Sperimentazione che va avanti dal 2012 e ha portato a introdurre, passo dopo passo, nuovi cicli colturali, prima la semina autunnale poi quella estiva con raccolta in primavera, evidenziando così le caratteristiche più performanti della coltura, la versatilità e l’attitudine ad adattarsi al cambiamento climatico, offrendo ai produttori, e alle filiere attorno, opportunità impensabili fino a qualche anno fa. L’obiettivo è collocare la bieticoltura in un periodo diverso di coltivazione per non esporla alle tradizionali avversità climatiche e fitosanitarie, per valorizzare al meglio la sua valenza agronomica e ambientale.

Barbabietola per food e no food

L’innovazione sementiera abbinata a tecniche agronomiche innovative, a macchinari e attrezzature d’avanguardia, è stata capace di rispondere alle diverse esigenze dei bieticoltori: la necessità è quella, da un lato, di migliorare resa e qualità della radice da destinare alla trasformazione, dall’altro di incrementare, negli areali a nord del Po, lontano dal bacino bieticolo saccarifero, la disponibilità di prodotto per gli stabilimenti di biogas e biometano. Per affiancare gli agricoltori e assisterli nel percorso di transizione energetica e nella gestione delle biomasse utili all’alimentazione degli impianti ottimizzando anche i costi di trasporto, è nata da poco Bio.methane.hub (www.biomethanehub.it). La nuova società offre tra l’altro una consulenza specialistica sull’utilizzo agronomico del digestato, dalle corrette pratiche di interramento e distribuzione localizzata grazie all’ausilio di sistemi satellitari fino alle semine di precisione con minor impiego di prodotti chimici. In questo modo sarà più facile aumentare la sostanza organica nel terreno e massimizzare l’efficienza di assorbimento dell’azoto.

Due diversi cicli colturali

Due percorsi agronomici, due diversi utilizzi paralleli ma complementari che oggi potrebbero integrarsi a vicenda, nel solco della green economy e dell’economia circolare, dando vita a una nuova era in cui la filiera dello zucchero incrocia quella del biogas e del biometano. Infatti, ampliando il calendario delle semine e aprendo gli zuccherifici ad aprile invece che a metà luglio, aumenterebbe la produzione di zucchero italiano e la disponibilità di sottoprodotti utili all’alimentazione degli impianti.

Semina estiva

Questa rivoluzione parte dalla genetica di ultima generazione introdotta da SESVanderHave, dalla ricerca di varietà a elevata tolleranza alla prefioritura utilizzate per semine autunnali o anticipate a metà gennaio. «Solo dieci anni fa sarebbe stato impensabile seminare con successo, al Nord, la barbabietola estiva» spiega il responsabile commerciale SESVanderHave Italia, Massimo Zaghi. «Poi il cambiamento climatico, l’innalzamento delle temperature invernali e la tolleranza alla prefioritura delle nuove varietà selezionate ci hanno portato a vincere la scommessa». Va menzionata, su tutte, la varietà Moringa che assicura prefioritura zero nelle coltivazioni autunnali con semine a partire già dai primi giorni di ottobre. Il segreto? Più la varietà a elevata tolleranza non prefiorisce, più produce, ma la raccolta è da effettuare entro la prima settimana di aprile (nei campi di barbabietola estiva vengono date indicazioni ai coltivatori in raccolta entro la prima settimana di aprile per evitare inquinamenti dovuti alle piante prefiorite anticipatamente). I dati raccontano il successo del nuovo ciclo colturale, con semina in luglio o agosto. «Nel 2022-2023 la superficie di barbabietola estiva si è attestata a circa 150 ettari, concentrati soprattutto nel bacino padano, ma nella prossima campagna», aggiunge Zaghi, «con l’introduzione di questa tecnica anche nelle regioni del centrosud, ci attendiamo di arrivare a 1000 ettari complessivi». Sorprendente è la resa produttiva della radice, «anche più di 45 tonnellate a ettaro», e dell’apparato verde, «mediamente 30 tonnellate a ettaro con una resa metanigena di 45 mc di metano per tonnellata di prodotto tal quale. Inoltre, con il nuovo sistema di nastro caricatore si raccolgono foglie e colletti insieme alle radici». Il nuovo percorso agronomico mette insieme più attori, in più comparti, in più filiere, le imprese sementiere e gli zuccherifici, gli imprenditori del biogas e biometano ma anche gli agromeccanici spronati a investire di più in macchine specializzate per la bieticoltura.

Storie d’impresa/1

Simone Simonazzi, a Bagnolo in Piano (Re), spiega così il nuovo percorso agronomico: «Una rinascita per la bieticoltura, una risposta concreta e innovativa che aiuta a fronteggiare l’impossibilità di produrre bene visto le criticità riscontrate con la semina primaverile». La barbabietola estiva è una coltivazione sostenibile inlinea con i dettami della nuova Pac. «È una tecnica green, semplice, a basso impatto ambientale, dalla semina alla raccolta. Richiede pochi interventi di diserbo, annulla il rischio di fitopatie e l’insorgenza di infestanti, inoltre supera bene il periodo autunnale-invernale. È nata per il biogas, ma ora deve andare oltre la destinazione energetica». Gli standard quali-quantitativi raggiunti la proiettano naturalmente verso l’uso alimentare, mentre l’apparato fogliare rigoglioso regala biomassa preziosa ai produttori di energia pulita che della barbabietola impiegano anche il sottoprodotto polpa derivante dagli zuccherifici. Non solo, la semina estiva consente di sfruttare in maniera ottimale il terreno per 365 giorni l’anno, favorendo nei mesi invernali lo stoccaggio di carbonio (cover crop), quindi migliorando la fertilità e la produttività dei suoli – pratica talmente virtuosa che presto potrà tradursi anche in fonte di reddito per gli agricoltori, in termini di crediti di carbonio – ma anche facilitando la doppia coltura, soia o mais subito dopo la raccolta della barbabietola in primavera». Così è stato. Simonazzi ha seminato mais da trinciato nello stesso terreno investito prima a barbabietola (semina estiva). Il raccolto alla fine di agosto è andato decisamente oltre le aspettative: in media 620 quintali a ettaro (33 di sostanza secca). «Nella nostra zona la seconda coltura è sempre stata un miraggio ma grazie alla barbabietola siamo riusciti a portarla a termine e anche piuttosto bene. Un piano colturale annuale che quindi sarà ripetuto: rispetto all’anno scorso», racconta l’imprenditore, «ho già raddoppiato la superficie coltivata a barbabietola semina estiva, varietà Moringa (SESVanderHave)».

Storie d’impresa/2

Coltivatore di barbabietola da destinare alla trasformazione in zucchero, Alex Cerioli si è cimentato anche nella produzione di barbabietola no food a semina estiva. Ha seminato lo scorso agosto circa 20 ettari a Viadana (Mn), con raccolta del prodotto per gli impianti biogas intorno al 25 gennaio. Risultato più che soddisfacente, racconta l’imprenditore: «Eccezionali i valori di polarizzazione: + 30-40% rispetto alla tradizionale semina primaverile; bene la resa, 45-50 tonnellate a ettaro». E sottolinea: «Il sistema bieticolo-saccarifero deve andare avanti. Bisogna destagionalizzare l’industria dello zucchero italiano, garantire posti fissi, investire sul futuro e sui giovani. La barbabietola è welfare». Ricorda i vantaggi di questo ciclo colturale: minima lavorazione del terreno (profondità 20-30 cm) e nessun trattamento eccetto il diserbo, neanche il fosforo che invece serve in primavera. Poi, spiega, «hanno giocato a favore le piogge successive alla semina e le temperature alte nel periodo autunnale, ma anche la raccolta nei giorni del gelo perché si sono create le condizioni ottimali per eliminare naturalmente la terra dalla radice». Nel mese di marzo, Cerioli ha messo a terra una seconda coltura, il mais: «È un secondo raccolto ma di fatto, però, è come un primo». Dice soddisfatto, «nell’annualità ho portato a casa due raccolti senza costi aggiuntivi, anzi risparmiando perché la lavorazione del terreno è stata minima, inoltre anticipando la semina ho irrigato di meno. L’imprenditore ha raccolto il mais da granella i primi di settembre (resa 125 quintali a ettaro). Nel frattempo, nel mese di agosto ha seminato la barbabietola a semina estiva, ampliando la superficie coltivata rispetto all’anno scorso e arrivando a 50 ettari totali.

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